Storie e Persone

Cosenza nell’ispirazione di 22 artisti internazionali ospitati ai BoCs Art

Cosenza nell’ispirazione di 22 artisti internazionali ospitati ai BoCs Art

Dopo la residenza sulla creatività congolese e quella sul teatro, ecco la partenza ufficiale del nuovo corso dei BoCS Art, firmato dal professore Giacinto Di Pietrantonio.  Da poco in città, i 22 artisti selezionati sono già fortemente inseriti nel tessuto urbano, a raccogliere svariati stimoli per la loro ispirazione. Visibilmente preparati sulla storia locale, molti sono attratti dai cori musicali, altri dalla ricerca del tesoro di Alarico (“che il sindaco Occhiuto ha veicolato per attrarre con ottimi risultati l’attenzione su Cosenza e i suoi progetti”), ed altri ancora, ad esempio, dai rituali tradizionali legati alla pratica del cosiddetto “affascino”.

Eccoli gli artisti, provenienti da diverse parti del mondo: Gabriele Di Matteo, Frederich Liver, Wang Hautian, Dragana Sapanjos, Marco Andrea Magni, Lucia Cristiani, Silvia Mariotti, Luigi Gaspare Marcone, Cleo Fariselli, Federico Chiari, Shigeru Saito, Ettore Basentini, Carlo Fei, David Reimondo, Corinna Gosmaro, Daniel Gonzalez, Luca Rossi, Giada Carnevale, Arcangelo Costanzo, Valentino Albini, Corrado Bove e Gianluca Malgieri.

 

Giampaolo Calabrese, dirigente alla Cultura:

 

Abbiamo cominciato la nuova curatela con la guida Di Pietrantonio con due residenze un po’ diverse ma che spiegano bene l’indirizzo che vogliamo seguire. Molti degli artisti congolesi che avevamo invitato erano stati bloccati alla frontiera per la guerra civile scoppiata in Congo. Questo dà il significato internazionale e sociale della strada che abbiamo intrapreso e che al suo centro ha proprio la mobilità. Cosenza tiene tantissimo a essere una città del sud con un suo progetto unico e di tali dimensioni. Oltre al concetto fondamentale di mobilità, quest’esperienza racchiude quello dell’ospitalità degli artisti ma soprattutto dello scambio, della contaminazione, del confronto: cosa l’artista apprende dalla città e viceversa. Il loro passaggio qui è una sorta di drone che viaggia sulla città e ne fa una lettura dall’alto. Le opere che custodiamo nel BoCS Museum ne sono la sintesi, racconto e materia. Per questi motivi il progetto realizzato dal sindaco Occhiuto si può considerare come una grande start-up”.

 

Giacinto di Pietrantonio, curatore amatissimo dagli artisti:

 

Un progetto unico nel suo genere che ci permette di fare un lavoro di qualità nell’arte. Ho cercato di strutturare questo nuovo corso pensando che le opere non debbano poi andare a dormire nei magazzini e a questo scopo coinvolgeremo i cittadini. Gli artisti ne sono entusiasti. Con loro mi sono confrontato a proposito del Museo diffuso da portare nelle abitazioni private come pure nei luoghi pubblici, nei bar eccetera. I cittadini interessati possono cominciare a proporsi fin d’ora, possono andare a trovare gli artisti nei BoCs Art per avviare una conoscenza. Dovranno garantire l’apertura delle loro case in determinati giorni come le giornate del Fai o la Notte dei musei, in sintesi  diventeranno i curatori di queste opere”.

 

Nella visione progettuale di Di Pietrantonio ci sono poi la collaborazione con il Festival del fumetto, workshop e l’apertura alla multimedialità delle residenze: “inviterò anche dei curatori, facendo delle residenze miste, arriveranno alcuni scrittori, registi, e declineremo la residenza in modo diverso con la scrittura che si coniuga col visivo. Per l’anno prossimo, poi, sono in programma master class con studenti selezionati e provenienti da tutto il mondo”.