Ippolito e Fedra

28 maggio 2018 - concluso

A quali conseguenze può portare una passione inconfessabile per l’atrocità della sua portata? Da questa domanda è scaturito il sottotitolo alla tragedia Ippolito e Fedra, adattamento da Euripide e Seneca, che le OTT (Officine Teatrali Telesiane), il gruppo teatrale del Liceo Classico Telesio di Cosenza, porteranno in scena al teatro Rendano il prossimo 28 maggio.

Ippolito e Fedra è la tragedia della passione umana, di una donna che osa sfidare le regole di una società che la fa sentire prigioniera ma è anche una tragedia che evidenzia la distanza tra uomini e déi, spietati nel colpire gli umani a dimostrazione della loro superiorità: chi pecca di hybris, la tracotanza, deve pagare!

E’ la vendetta della dea Afrodite, rifiutata da Ippolito, che con un disegno atroce e subdolo porterà Fedra, matrigna di Ippolito ad innamorarsi di lui.

Ed è ancora vendetta di una donna, Fedra questa volta, umiliata dal rifiuto del figliastro, che prima di uccidersi lo accuserà di aver invece attentato al suo onore con la proposta di un amore incestuoso, scatenando l’ira distruttrice del padre Teseo.

E sarà proprio Teseo a condannare il suo stesso figlio, chiedendo a Zeus di infliggergli la peggiore delle punizioni: la morte.

La scena è stata pensata e costruita in un ambiente naturale dove un imponente albero evidenzia la forza della terra e il contatto col cielo, dimora di Artemide, dea cacciatrice venerata da Ippolito. La forza di un sogno darà inizio all’azione drammatica: un incubo che diventa realtà fino a giungere all’epilogo della morte.

E’ questa una messa in scena  che, grazie alle  particolari coreografie ed evoluzioni del coro, alle musiche che creano un leitmotiv di tutta la tragedia, ai costumi creati per evidenziare la natura duplice del coro, al trucco, alla scenografia che sottolinea al contempo la grandezza della natura e l’intimità della casa, rifugio di segrete e inconfessabili passioni, alla forza di quaranta attori tra coro e personaggi e agli strepitosi effetti prodotti dal disegno luci, saprà sicuramente catturare il pubblico e tenerlo avvinto per ben 100 minuti di spettacolo!

Ancora una volta il teatro greco è in grado di insegnare a noi moderni la profondità del sentire umano, in un dispiego di passioni e sentimenti che rendono da sempre l’uomo la creatura più bella e terribile  dell’universo.

L’appuntamento è al Rendano il 28 maggio con prevendita dei biglietti presso l’agenzia “inprimafila”

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Piazza XV Marzo, Cosenza

ORARIO

  28 maggio 2018 - concluso - 20:30

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