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Il quadro divino: la Madonna del Pilerio

Il quadro divino: la Madonna del Pilerio

La Madonna del Pilerio, Patrona di Cosenza, appartiene all’iconografia della “Galaktotrophousa“, ovvero della “Madonna che allatta“. Il quadro originale è custodito nell’omonima cappella della Cattedrale di Cosenza, mentre il Museo Diocesano ne espone una copia.

L’icona ritrae la Madonna nell’atto di allattare Gesù: le sue mani, avvolte in un manto purpureo, reggono il Bambino vestito con una tunica trasparente stretta da una fascia rossa. Il fondo ha perso l’originaria doratura, ma ai lati dell’aureola della Madonna sono leggibili le abbreviature del “nome sacramentale” “MR” “DNI”, dipinte in bianco a caratteri gotici.

Un accurato restauro della tela ha permesso di datare la Madonna del Pilerio alla seconda metà del XIII secolo, quale fenomeno artistico che lega la Sicilia alla Toscana attraverso la Calabria e la Campania, con innesti della cultura pittorica pugliese. La presenza dell’icona nella Cattedrale cosentina trova la sua più antica attestazione in un atto notarile del 1594.

Nel 1779 una fonte tarda ne testimonia la collocazione nell’attuale Cappella della Madonna del Pilerio, in segno di riconoscenza verso la Vergine per aver liberato la città di Cosenza dalla peste. La stessa tradizione distingue nel volto della Vergine il segno del morbo allontanato e attribuisce all’immagine sacra il potere di proteggere la popolazione in caso di sismi o epidemie.

Il titolo deriva dal culto per la Virgen del Pilar, patrona della cultura ispanica diffusasi nell’Italia meridionale e insulare in età aragonese.