Sessione VII (1 – 5 Ottobre)

Il progetto BoCS Art propone a latere delle Residenze Artistiche del curatore Giacinto Di Pietrantonio una iniziativa breve ma assai interessante volta non solo ad accendere i riflettori su un’arte speciale quale la fotografia stenopeica e sulle opportunità di studio che essa offre sulla città, ma anche a ricordare le attività ed i progetti di uno tra i principali studiosi cosentini della materia, Luigi Cipparrone che sognava una residenza di stenopeici a Cosenza e del quale il Musif di Senigallia conserva alcune opere”. 

 

I fotografi, di fama nazionale e internazionale, dall’1 al 5 Ottobre esploranno la città con la loro “scatola” o macchina fotografica stenopeica restando ore davanti al soggetto da immortalare per far sì che la luce resti impressa sulla carta fotografica in un’era, quella del digitale, che spesso non consente di assaporare lo scorrere del tempo nell’atto fotografico. Numerose le ricerche che i fotografi hanno già avviato prima di arrivare a Cosenza e che confluiranno nei lavori artistici donati al Comune di Cosenza il giorno del finissage.

Al fine di consolidare il rapporto tra le attività dei BoCS Art e la cittadinanza, la residenza prevede alcuni workshop presso la sala convegni del BoCS Museum (in San Domenico), presso Villa Rendano e un convegno finale presso il Museo dei Brettii e degli Enotri in occasione del finissage Giovedì 4 Ottobre alle ore 17.

 

Note biografiche e di progetto

a cura di Carola Nicastro

Daniele Papa

Daniele Papa nasce a Loreto nel 1949. Dopo una prima esperienza lavorativa a Torino, nel 1973, rientra nella città natale dove, grazie ad un affermato fotografo, intraprende il suo percorso di indagine nel mondo della fotografia.
Lo scontro con le opere di Mario Giacomelli, i densi incontri avuti con il più importante maestro della fotografia italiana, suscitano in Daniele Papa sempre più profondamente l’ambizione di realizzare qualcosa di personale e la chiara visione della strada maestra da percorrere. Ben presto realizza, in camera oscura, le proprie foto occupandosi di tutte le fasi di sviluppo del negativo e delle stampe finali.

Circonda l’immagine di un’atmosfera poetica e descrive le foto come momenti narrativi di un unico libro.
Tra i suoi più importanti progetti: Sguardi nel Sud, da un viaggio nell’Italia Meridionale (1977); I Vattienti, Nocera Terinese, rituale a sfondo religioso (1981); Venezia – il Carnevale,1983; Nell’ombra della luce, paesaggi realizzati sull’omonimo brano di Franco Battiato, (1999); Un pellegrino racconta, omaggio al pellegrino in visita a Loreto (2001); Così racconta il mare, un mare pieno di ricordi con un richiamo all’Amarcord felliniano (2003); Dalla Terra, , tributo alla mia terra marchigiana e omaggio a Mario Giacomelli, titolo mutuato da un cd di Mina (2006); Fernando Pessoa, mostra fotografica su Fernando Pessoa e il suo mondo (2008); Le oche di Anna, lavoro presentato al concorso biennale Henri Cartier Bresson, (2009); L’Infinito,interpretazioni fotografiche della poesia di Giacomo Leopardi, (2009); La leggenda del bosco vecchio, dall’omonimo film del regista Ermanno Olmi (2009); Nella via del silenzio, titolo dal brano musicale di Miles Davis, (2010); Sotto il silenzio nevica, lavoro fotografico ispirato alla raccolta di poesie “ La luna sopra il ciliegio” di Paolo Marzioni, (2010); Radici, racconto di vita nella campagna marchigiana (2010); Nel legno e nella memoria, storia di piccoli paesi abbandonati raccontata dalle porte delle abitazioni e dalle piccole piazze; Immagina, lavoro eseguito con la fotocamera Holga 120 N, (2014); In un angolo del mare, titolo mutuato da un brano musicale che Mariano Deidda dedica a Fernando Pessoa, (2015).

Vincenzo Marzocchini

Classe 1948, Vincenzo Marzocchini si forma presso la città di Urbino, laureandosi in Pedagogia. Inizia ad affiancarsi alla fotografia nel 1970, attraverso l’utilizzo di programmi di educazione all’immagine come docente di materie letterarie e libere attività complementari nella scuola media inferiore. Avvia delle indagini sul territorio, seguite da una sperimentazione in camera oscura. Si interessa agli studi storici, di analisi e critica e particolarmente ai rapporti tra fotografia e letteratura. Oggi la sua attenzione si focalizza sull’insieme di immagini d’epoca seguendo il principio delle tecniche di stampa e di riproduzione con particolare cautela alla ritrattistica tra Ottocento e Novecento.
Nel 2007 contribuisce alla creazione del Museo Storico Fotografico di Montelupone (Mc) e collabora con la rivista Gente di Fotografia per la quale ha scritto numerosi testi critici. Negli ultimi anni, tutta la sua produzione pratica, si incentra sula fotografia stenopeica, unitamente agli studi storici e teorici.

Tra le sue più recenti pubblicazioni: Oltre il visibile, Campanotto Editore 1998; Camera obscura. La lentezza dell’istantanea (con Marco Mandrici), Lanterna Magica Edizioni 2011; Scritture di versi e di luce (con Daniele Papa), Lanterna Magica Edizioni 2012; Attorno a una poesia di Mario Giacomelli, Ed. Polyorama 2012; Ritratti al plurale. Fotografi anconetani tra ‘800 e ‘900, Ed. Polyorama 2015; Fotografi nelle Marche dal dopoguerra a oggi, Grafiche Bieffe 2016; Fotografi nelle Marche 1900-1950, Ed. MarVin 2018.

Dino Zanier

Dino Zanier si forma a Trento, dove si laurea in Sociologia. Docente di educazione tecnica presso varie scuole della provincia di Udine, agli esordi degli anni 80 inizia a sperimentare in aula la tecnica della fotografia stenopeica adoperando piccole scatole metalliche e sensibili emulsioni. Socio fondatore del “Circolo Culturale Fotografico Carnico”, Dino Zanier nel 2005 apre al pubblico la sua prima mostra Tolmezzo Città stenopeica con immagini realizzate dagli studenti e selezionate tra i diversi temi proposti negli anni precedenti. Alla mostra, realizzata nella giornata internazionale dedicata alla fotografia stenopeica, sono invitati a partecipare, con le loro opere, stenopeisti regionali e nazionali. A questa si susseguono varie collaborazioni ed esposizioni. Oggi in pensione, collabora ancora con il Circolo Culturale prestando le sue conoscenze nelle scuole della sua città, Tolmezzo.

Marko Vogrič

Marko Vogrič nasce nel 1961 a Gorizia. Eredita la passione per la fotografia dal padre Zdenko e negli anni 80 si associa al Fotoklub Skupina75, di cui oggi è vicepresidente. Adopera la tecnica digitale per la fotografia a colori, preferendo però la pellicola BN e colore con la tecnica del foto stenopeico, servendosi di fotocamere vintage e sperimentando tecniche alternative. Collabora con numerose riviste e giornali locali; è coautore per la sezione fotografica di diverse pubblicazioni librarie. Tra i suoi ultimi e principali progetti fotografici: Konzentrazionslager Dachau, Sinagoga di Gorizia – fotografie BN riprese nel lager con fotocamera stenopeica; Un topolino in viaggio, Fotocastello Negova, sede espositiva FIAP, Negova (SLO); 1915-2015, Taverna al Museo Gorizia; Un topolino parigino a Cormòns, Caffè Massimiliano, Cormòns; Esposizione di opere stenopeiche al Wine bar Al Cantuccio, Gorizia.

Sergio Maritato

Sergio Maritato nasce ad Acquappesa (CS) nel 1957, formandosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si trasferisce per un breve periodo a Milano dove inizia ad interessarsi di fotografia. Cattura scorci architettonici e paesaggi, sperimentando varie tecniche che lo conducono al foro stenopeico. Tiene mostre personali e collettive, pubblica su riviste specializzate nazionali ed internazionali e realizza libri e cataloghi. Oggi, vive e lavora a L’Aquila: insegna presso il liceo Artistico.

Valentino Guido

Fotoamatore autodidatta, Valentino Guido si associa nel 2006 al Laboratorio Culturale fotografico ArteaParte di Paola e contemporaneamente alla Fiaf (federazione italiana associazioni fotografiche). Nel 2009 vince il primo premio del concorso fotografico Capacità Visive organizzato dal fotoclub “il Grandangolo” di Amantea e una sua foto viene pubblicata sull’annuario Fiaf. A questi si susseguono numerosi riconoscimenti . Nel 2013, collabora con il cantautore calabrese Enzo Ruffolo in un progetto legato al tema del viaggio come ricerca interiore attraverso la musica. Il lavoro si concretizza in una mostra itinerante, tra i borghi più belli d’Italia. Tra i suoi più recenti progetti, Ludibrium – diseconomia del Sud, un disegno concettuale sperimentale che racconta attraverso delle lunghissime esposizioni (200 gg) i fallimenti progettuali dell’economia. Questo lavoro si aggiudica la 2° tappa del circuito “Portfolio Italia” 2017 , 14° Fotoarte tenutasi a Taranto. Durante questi anni, numerosi scatti lo vedono spaziare dalla foto naturalistica, al ritratto come al reportage.

Gli artisti

Sessione VI (13 – 25 Settembre)

Questa Residenza Artistica, curata da Giovanni ViceconteGiacinto Di Pietrantonio, ha selezionato artisti di provenienza e generazione differenti accomunati dall’attenzione al disegno. La scelta è stata fatta con l’intento di relazionarsi e dialogare con il Festival del Fumetto che si tiene a Cosenza. Negli ultimi anni – afferma Di Pietrantonio – sempre più artisti hanno manifestato attenzione a questo tipo di arte, tanto che alcuni di loro operano nei due campi espressivi del fumetto e della pura arte visiva. Ciò sottolinea un’idea di interdisciplinarietà e di abbattimento di confini sempre più necessari nei tempi liquidi in cui viviamo”.

 

In questa sessione di residenza ai BoCs Art sono presenti gli artisti: Rebecca Agnes, Giulio Alvigini, Karin Andersen, Gabriele Arruzzo, Sabrina D’Alessandro, Francesco Fusi, Cristina Gardumi, Dario Guccio, Luca Matti, Elisa Mossa, Marco Pio Mucci,  Marco Pace, Gabriele Picco, Danilo Sciorilli.

La caratteristica poetica di ognuno di loro è quella di utilizzare il disegno come strumento di primaria espressione.

 

Note biografiche a cura di Carola Nicastro

 

Gli artisti e i curatori