Storie e Persone

Vivere sulla soglia. Incontri congolesi

Vivere sulla soglia. Incontri congolesi

Il progetto 

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha riconosciuto quale progetto di Rilevante Interesse Nazionale e finanziato il progetto di ricerca “Mobilità-stabilizzazione. Rappresentazioni congolesi e dinamiche sociali, in Congo e nello spazio globale”, proposto da quattro unità di ricerca: Università della Calabria (coordinatore nazionale Rosario Giordano), Università degli Studi di Milano (coordinatrice Silvia Riva), Università degli Studi di Napoli L’Orientale (coordinatrice Flavia Aiello), Università di Lubumbashi (coordinatore Donatien Dibwe Dia Mwembu).

Il programma delle manifestazioni “Vivere sulla soglia. Incontri congolesi” ha ricevuto il sostegno del Sindaco del Comune di Cosenza che ha messo a disposizione del gruppo di ricerca le strutture ormai note, a livello nazionale e internazionale, dei BoCs Art, presso le quali, dal 17 al 31 maggio, diciassette artisti congolesi provenienti dal Congo RD, dal Sudafrica  e da vari paesi europei (Olanda, Germania, Francia, Belgio, Italia) si confronteranno e produrranno opere artistiche e performance sul tema della mobilità.

La residenza artistica e le attività parallele in programma (workshop, laboratori, Conferenze) sono state altresì programmate in partenariato con numerose istituzioni scientifiche internazionali, tra le quali, l’Università di Anversa, l’Università Laval, Québec, l’Università della Lorena, l’Università della Florida, Picha Art Center (Lubumbashi) e la rivista specializzata “Africa e Mediterraneo”, Bologna. Circa le linee di ricerca artistiche abbordate il comitato scientifico delle manifestazioni si è avvalso della consulenza di uno dei più affermati artisti congolesi in campo internazionale, Sammy Baloji, fotografo e visual artist. Fra le mostre più importanti, si menziona la personale “The beautiful time”, 2010, Museum for African Art, New York, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici, UNICAL, e fra i vari riconoscimenti, il premio speciale in una delle recenti edizioni della  Biennale di Venezia.

Il quadro teorico del progetto si articola intorno alle nozioni chiave “mobilità”, “opportunità” e “riuscita”. Si intende far emergere le molteplici narrazioni dei vissuti e dei percorsi di soggettivazione dei congolesi che sono prodotti sotto la spinta di dinamiche di mobilità legate alla ricerca di opportunità. La mobilità è dunque intesa come un dispositivo all’interno del quale uomini e donne tentano di vivere quali cittadini del mondo e immaginano nuovi spazi di modernità in cui affermare la propria soggettività.

Il progetto si propone dunque d’indagare le manifestazioni concrete dell’orizzonte d’attesa dei congolesi tramite le micropolitiche della ‘soglia’: luoghi, pratiche e identità di confine che si dispiegano su soglie (in)valicabili (geografiche, culturali, linguistiche, urbane) tanto nelle città congolesi e africane che nei contesti urbani europei e nordamericani.

La nozione di soglia nella sua profondità teorico-metodologica è utile per  penetrare la dimensione soggettiva della mobilità, osservare le negoziazioni sociali e identitarie che producono “opportunità”, approfondire gli aspetti psicologici e culturali di ciò che significa “riuscita”(‘réussite’).

Questi processi sono più facilmente osservabili nel loro dispiegarsi negli spazi liminali, ai margini delle istituzioni politiche e di potere. Ne consegue il valore euristico del concetto di “soglia” che permette di portare in superficie le qualità ibride ed “estroverse” della cultura congolese generatrice di contesti, reti relazionali e pratiche creative attraverso le quali uomini, donne e bambini interpretando il proprio posto nel mondo reinventano la complessità delle società multiculturali.

Le iniziative culturali e scientifiche del progetto hanno l’obiettivo di cogliere nell’esperienza di artisti, studiosi e gente comune, significati che riguardano vissuti e percorsi di soggettivazione. Tra cultura “alta” e popolare, tra arte istituzionale e popolare, tra sud e nord del mondo, tra città e campagna, le iniziative culturali organizzate a Cosenza, Bruxelles (2019) e Lubumbashi (2020) si propongono di rimettere in discussione le visioni polarizzate che ingabbiano l’idea e le pratiche della cultura congolese in cliché e definizioni convenzionali. Le giornate d’incontri in programma nel triennio 2017-2020 intendono far emergere soglie e confini intesi nell’accezione più positiva, vale a dire limiti da cui si originano creatività e produzione culturale, frontiere poste per essere superate, punti di attraversamento continui tra luoghi e culture, linee di fuga dalle politiche istituzionalizzate.

 

La mostra fotografica di Christian Tundula (RD Congo-Belgio): “The day after”, Polifunzionale BoCs Art 18-31 maggio 2018

Il 18 maggio 2018 gli organizzatori accoglieranno gli artisti; alle 19,00 si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica Christian Tundula (RD Congo-Belgio): “The day after”.

Tundula ha condotto un lavoro di esplorazione fotografica sugli itinerari dei congolesi, e degli africani, che abitano le molteplici soglie nel passaggio dall’Africa all’Italia. Tra gennaio e marzo 2018 ha condotto indagini sul terreno in alcune città del Sud, in particolare Cosenza, Napoli e Messina, confrontandosi con numerosi africani sui temi della mobilità e dei percorsi di affermazione in vari contesti dello spazio globale. Ne è emerso un «montaggio» di storie di vita, di percorsi, d’itinerari d’individui, o gruppi d’individui, che per vie diverse hanno attraversato il nostro paese e ne sono stati attraversati nella loro esperienza di mobilità. Il ricercatore visuale/fotografo ha quindi rappresentato attraverso le immagini i modi di vivere la soglia in un paese, l’Italia, attraversato dalle dinamiche destrutturanti della globalizzazione, la crisi economica, le politiche d’integrazione e di accoglienza.

I protagonisti di questo montaggio saranno artisti emergenti ai margini del panorama artistico formale, individui e famiglie residenti nel nostro paese, richiedenti asilo politico alle prese con la disillusione di una modernità vacua non meno “insicura” di quella africana, giovani italiani alle prese con la costruzione di un’identità ibrida.

I responsabili scientifici della manifestazione

Rosario Giordano – prof. Di Storia dell’Africa, Dip. Di Studi Umanistici – UNICAL

Edoardo Quaretta – antropologo, Dip. Di Studi Umanistici – UNICAL